Buon 2026 illuminista
Nell’oblast di Donetsk sono morti 250 mila ucraini nel 2025. L’esercito russo ha ampliato la zona di controllo grazie a una manovra del colonnello Misrenov. Dopo aver reclutato condannati a morte dalle prigioni, Misrenov ha sfruttato un gruppo di persone definite non idonee al servizio militare: ragazzi tra i 13 e i 39 anni con un problema congenito alla vista, uno dei due occhi che non funziona. L’adattamento alla mancanza di un occhio avrebbe reso l’altro un “super-occhio”, trasformandoli in imbattibili cecchini e osservatori di droni con cannocchiale. Questo esercito di orbi si farebbe chiamare “l’esercito di Sauron”, dal celebre occhio di Tolkien.
Questa storia è una cazzata: me la sono inventata.
Chiediamo a ChatGPT: “Questa storia è vera o falsa? Rispondi con una frase.”
Falsa: è un racconto inventato/satirico (colonnello “Misrenov”, “esercito di Sauron”, “super-occhio”) senza riscontri credibili.
Se c’è una cosa che la AI sa fare bene è andare a guardare nei dati passati e riconoscere similitudini o no. Non ha trovato niente di simile a Misrenov e super occhio, quindi probabilmente è una cazzata.
Dal WOKE alle balle
Nei primi anni del decennio c’è stata l’ondata woke, in cui alcuni temi venivano di fatto messi al bando e l’attenzione alla forma dell’espressione finiva per prevalere sul contenuto dei discorsi. Riky Gervais ha fatto un bellissimo pezzo proprio su questo discorso in risposta agli attacchi che subì JK Rowling dalla comunità LBTQ+, dove con simpatia racconta la preoccupazione dello stupro sovrastata dal discorso sui pronomi.
Il punto non è “chi aveva ragione” nella singola polemica. Il punto è: quando una parte si autoassegna la patente di superiorità morale, non può sbagliare. Inevitabilmente sbaglia (come sopra sulla Rowling o sul concetto dell'imposizione delle quote rosa e DEI) — e quando sbaglia, regala munizioni perfette a chi vuole sostenere che morale, verità e coerenza non contino nulla, le regole non contano, la storia e la ragione non contano.
Ed è qui che entra la reazione: l’uomo forte a cui non dare regole, la contraddizione quotidiana, il culto del “dire qualunque cosa” e poi spostare il palo il giorno dopo. L’eccesso moralistico produce rigetto; il rigetto premia chi trasforma il caos in intrattenimeneto.
In Italia le bugie e incoerenze Trumpiane le abbiamo viste in Vannacci, in Barbero, nella Albanese, e in Conte e Travaglio; la balla dietro l’altra sempre impunita, l’urlo social fine a se stesso. Bene, basta. Quale reazione avremo a questo nel 2026? Steven Pinker che ci incita a lottare per una nuova fase di illumismo.
Un ritorno all’Illuminismo e all’umile ricerca razionale della verità
Steven Pinker, in più occasioni, ha rilanciato l’idea che stiamo scivolando verso superstizione e irrazionalità e che serva recuperare lo spirito combattivo dell’Illuminismo. Quoto: "La facilità con cui il mondo è scivolato di nuovo nella superstizione mostra quanto abbiamo disperatamente bisogno dello spirito battagliero dei pensatori illuministi del XVIII secolo… Non c’è alcun motivo per cui un successore carismatico e piacevolmente abrasivo non debba raccoglierne l’eredità. Anzi, paradossalmente, più ci allontaniamo dalla ragione, più l’Illuminismo torna a sembrarci miracoloso e urgente. «Écrasez l’infâme — schiacciate l’infame, schiacciate la cosa ignobile» — era il grido di guerra di Voltaire quando scendeva in campo contro il bigottismo della sua epoca. Nel nostro tempo poco illuminato, dobbiamo riscoprire quello spirito.
Dobbiamo lottare per un nuovo illuminismo.
Ma qui viene la parte difficile: se i livelli di alfabetizzazione critica e di istruzione peggiorano, diventa sempre più comune confondere:
- retorica vs evidenza
- forma vs contenuto
- appartenenza tribale vs verità
I livelli di istruzione peggiorano anno dopo anno. Secondo i risultati PISA 2022 pubblicati dall'OCSE, i punteggi in matematica sono crollati a livelli storicamente più bassi in molti paesi occidentali e la gente legge sempre meno. (si noti che se dassimo ascolto a Ray Dalio, saremmo finiti - no educazione no party).
Quindi la domanda vera è: cosa fa “atterrare” le società nella realtà?
- Una crisi che costringe a pagare il conto - vedi i 100 anni di umiliazione della Cina.
- Tecnologie e istituzioni che rendono conveniente la verità - strumenti di verifica, accountability, incentivi corretti.
La storia dei “cento anni di umiliazione” della Cina
“Cento anni di umiliazione nazionale” (百年国耻, bǎinián guóchǐ) è un’espressione-chiave nella narrazione storica e politica cinese: indica un lungo periodo in cui la Cina fu sconfitta militarmente, penetrata economicamente e condizionata politicamente da potenze straniere, perdendo pezzi di sovranità (tariffe, dogane, concessioni, extraterritorialità, territori).
La datazione varia nelle fonti: spesso si fa iniziare con la dinastia dei Qing (al potere dal 1644) e la Prima Guerra dell’Oppio (1839–1842) e si fa terminare nel 1949 con la fondazione della Repubblica Popolare.
Una veloce cronologia:
- Guerre dell’Oppio: apertura forzata e trattati ineguali; simbolo della perdita di controllo commerciale e giuridico.
- Sistema dei “trattati ineguali” e concessioni: erosione della sovranità nei porti e nelle regole del gioco.
- Sconfitta contro il Giappone (1894–1895) e crescita del trauma: non è “l’Europa lontana”, è il vicino asiatico modernizzato.
- Rivolta dei Boxer (1900) e intervento delle potenze: ulteriore delegittimazione dell’ordine imperiale.
- 1911 e fine dell’impero: collasso della struttura imperiale e crisi repubblicana.
- Warlordismo, guerra civile, invasione giapponese e seconda guerra sino-giapponese: devastazione e frammentazione fino alla vittoria comunista e alla proclamazione della PRC (1949).
Dopo il 1949, e con particolare intensità dopo il 1989, la leadership ha spinto una narrazione patriottica centrata sull’umiliazione storica e sulla necessità di forza nazionale e coesione.
Il grande successo Cinese arriva “solo” a fine anni ’80. Il tornante è il Terzo Plenum del 1978 e l’avvio di “reform and opening up”.

La logica di fondo è pragmatica: sperimentare, copiare ciò che funziona, espandere, correggere. (si noti copiare ciò che funziona, non "famo quella roba de sinistra")
Esempi tipici delle prime fasi:
- de-collectivizzazione agricola;
- crescita di imprese locali (incluse le township and village enterprises);
- graduale liberalizzazione con meccanismi ibridi (es. sistemi “dual-track” dei prezzi).
Vennero aperte le Special Economic Zones (SEZ), l’emblema del metodo: aprire finestre controllate, attrarre capitali/tecnologia, imparare facendo, poi scalare.
Le prime grandi SEZ costiere (Shenzhen, Zhuhai, Shantou, Xiamen) vengono istituite tra 1979 e 1980 e diventano spazi con regole più orientate al mercato rispetto al resto del paese.
Il concetto di autoregolamento del libero mercato viene anche sfruttato nella gestione delle province. I governatori, per far carriera politica non hanno bisogno di farsi eleggere, bensi fanno a gara a chi ottiene i migliori risultati.
Dan Wang nel suo ultimo libro Breakneck descrive il Dipartimento dell’Organizzazione come un sistema di dossier e “pagelle” su governatori, sindaci e segretari di partito: “All of these people are trying to maximize their metrics.” Per molto tempo la logica è stata brutale e semplice: “If you had high GDP growth, that’s great. If you had minimal political protests, even better.” Questo crea competizione e selezione.
I Cinesi arrivarono a grattare il fondo del barile e si rialzarono. Ci han messo 150 anni ma ora sono una potenza economica mondiale in grado di dettar legge.
Se l'Europa sceglie di vivere di rendita culturale e di retorica morale senza capacità materiale e industriale, lo scenario dei 150 anni di umiliazione non è fantascienza: è una traiettoria. Siamo destinati anche noi a un simile periodo di declino prima di risvegliarci?
La rivoluzione sociale dell'IA e dei mercati predittivi
Conosciamo bene l'intelligenza artificiale. Una conseguenza moderna è che diventa più difficile raccontare falsità senza essere contraddetti. Il classico «è una mia opinione» si scontra con il «ChatGPT dice che stai dicendo una stronzata». Su X , è possibile utilizzare Grok per ottenere contesto e analisi delle affermazioni condivise in pochi secondi. L'utilità di questi strumenti si esalta nel controllare fonti e dati passati (piuttosto che nel dare consigli e analisi esistenziali).
Tuttavia, questi sistemi hanno un limite importante: non riescono a fare delle predizioni sul futuro. Qualcosa che deve ancora accadere non può essere verificato nemmeno dall'IA più avanzata.
Come associare una predizione alla sua reale realizzabilità? Barbero che parla di riarmo imperialista della Germania? Trump che parla di tariffe per l'industrializzazione? Conte che parla di fine della povertà?
I mercati predittivi come strumento di responsabilità
A colmare questa lacuna arrivano i mercati della predizione—piattaforme come Kalshi e Polymarket.
I mercati predittivi sono un nuovo social network dove si postano delle predizioni e si scommette che la predizione sia giusta o sbagliata, trasformando l’opinione in skin-in-the-game: se dici sciocchezze e ci metti soldi, perdi.
Attenzione: non è un dettaglio tecnico. È un cambio di incentivi.
Vitalik Buterin, creatore di Ethereum, ha difeso questi mercati in un post , definendoli un «antidoto» contro le opinioni irrazionali su temi emotivamente carichi. Il suo argomento centrale: «Sui social media, molte persone gridano 'QUESTA GUERRA ACCADRÀ SICURAMENTE' e spaventano la gente, senza alcuna responsabilità reale: guadagni popolarità nel momento—e spesso quella popolarità è molto monetizzabile!—e poi nessuna responsabilità a posteriori.»
Buterin continua: «Con i mercati di previsione, se fai una scommessa stupida perdi, e il sistema col tempo diventa più orientato alla verità e mostra probabilità che riflettono l'incertezza reale del mondo molto più fedelmente di questi altri sistemi. Posso dire personalmente che mi è capitato alcune volte di leggere un titolo allarmante, spaventarmi, poi controllare i prezzi su Polymarket e sentirmi più calmo: le persone esperte su quel tema sanno cosa sta succedendo e la probabilità che accada qualcosa di insolito è solo del 4%.»
Seguono degli esempi di scommesse.


Il discorso è quindi questo: con l'intelligenza artificiale e i mercati predittivi, abbiamo creato un sistema di "rendicontabilità" per il quale il popolo, nonostante i diversi livelli di istruzione e partigianeria, riesce a riconoscere e cacciare i ciarlatani?
Oppure siamo destinati ai nostri cento anni di umiliazione—un periodo di declino cognitivo e istituzionale dal quale, come la Cina, emergeremo solo dopo aver toccato il fondo?
Stiamo attraversando un periodo buio della storia recente. La corruzione dell'era Trump, il colonialismo di Putin e Netanyahu, l'irrilevanza dell'Europa, l'assertività di Xi Jinping e di Modi. 2026 - cosa ci regalerai? Se riusciamo a non essere chiamati alle armi o a finirla in un campo di concentramento sino-russo-americano direi che è un successo.
Buon illuminismo, e buon 2026 :)